Molte persone possiedono testuggini
terrestri come la Testudo graeca o la Testudo hermanni o
testuggini d'acqua (la più diffusa è senz'altro la Crysemys
scripta elegans o testuggine dalle orecchie rosse). Si tratta di
animali relativamente facili da allevare, ma che non altrettanto
facilmente si riproducono in cattività.
Per facilitare la riproduzione occorre ovviamente che gli animali
siano in buone condizioni fisiche e vengano tenuti in un ambiente
adatto a loro per quanto riguarda lo spazio loro disponibile, la
luce e l'umidità. Tuttavia spesso anche così le tartarughe
potrebbero non riprodursi perché per esempio ci sono più maschi
in uno stesso piccolo giardino che si danno noia a vicenda o
perché gli animali vengono disturbati da altri fattori durante i
loro approcci. Sembra anche che sia importante mandare in letargo
i propri animali durante l'inverno o comunque tenerli per un
certo periodo a temperatura ridotta per avere maggiori
possibilità di successo.
Le uova deposte in un giardino, all'interno del quale la femmina
non ha grandissime possibilità di trovare il luogo migliore per
garantire la schiusa, spesso non si evolvono perché sottoposte
ad eccessivi sbalzi termici e di umidità. Personalmente ho
ottenuto risultati più che soddisfacenti ponendo le uova in un
incubatrice di facile costruzione casalinga. Molte persone alle
quali ho consigliato la costruzione di un simile attrezzo si
tirano indietro di fronte al fastidio e alla spesa (peraltro
molto piccola) che sono chiamati ad affrontare. Queste persone si
giustificano dicendo che in natura le tartarughe si riproducono
benissimo anche senza incubatrice o ricordando di quell'anno in
cui hanno trovato due testugginini appena nati in giardino. Ciò
non è assolutamente vero: se si escludono pochi casi fortunati
le uova lasciate nel terreno dove sono state deposte si schiudono
raramente e spesso i piccoli muoiono precocemente, mentre le uova
mantenute nell'incubatrice arrivano alla schiusa nell'ottanta -
novanta percento dei casi e gli animali che ne nascono sono più
in salute di quelli nati spontaneamente.
Si può utilizzare un
acquario o una bacinella di dimensioni adeguate. All'interno vi
si pone acqua fino ad un'altezza di otto - dieci centimetri.
All'interno si mettono dei supporti (io utilizzo dei bicchieri
rovesciati) sui quali si pongono i contenitori per le uova che
possono essere per esempio quelle vaschette che si utilizzano per
gli alimenti o un altro contenitore idoneo. Bisogna aver cura che
l'acqua non possa in alcun modo entrare all'interno delle
vaschette nelle quali vanno le uova. Le vaschette saranno
riempite di terriccio sabbioso.
L'acquario verrà coperto parzialmente con una lastra di vetro o
di plexiglass, avendo cura che se si formano gocce di condensa
sul coperchio, queste non cadano all'interno dei contenitori
delle uova.
Lo strato di acqua va riscaldato con un termostato per acquario
in modo da mantenere una temperatura elevata e costante. La
temperatura alla quale vengono incubate le uova è estremamente
importante perché da essa dipende il sesso delle tartarughe che
nasceranno. Per ogni specie c'è una temperatura alla quale si ha
un ugual numero di maschi e di femmine. A temperature più alte
nascono soprattutto femmine, mentre a temperature inferiori si
hanno soprattutto maschi.
Ecco riportate le temperature alle quali si ha un equilibrio fra
i sessi per alcune specie:
chrysemys picta 29°C
Quando la tartaruga depone le uova si dovrà scavarle con molta
cura per non danneggiarle. Prima di estrarle dal terreno è
opportuno segnare la parte in alto con una matita. Infatti se le
uova vengono rovesciate durante l'operazione lo sviluppo
dell'embrione sarà quasi certamente compromesso. Si pongono
quindi le uova nel loro contenitore coprendole quasi
completamente con della terra.
La durata dell'incubazione è variabile da specie a specie e
anche in base alle condizioni di sviluppo. Per la Testudo
hermanni in incubatore a 30°C si aggira sui due mesi o poco
più.Verso la fine del periodo di incucubazione può essere
consigliabile coprire le vaschette con una retina per evitare che
i piccoli appena nati cadano nell'acqua ed eventualmente vi
anneghino.
I testugginini appena nati non hanno bisogno di mangiare per
alcuni giorni, perché dispongono ancora delle riserve del sacco
vitellino. Io per prima cosa do loro da bere mettendoli in un
piattino con un po' d'acqua in modo che se alzano la testa
possano comunque respirare. Anche le testuggini terrestri
mangiano volentieri il pesce ed io integro la dieta dei
testugginini dando loro piccoli pesci appena cotti in un po'
d'acqua.
Send E-Mail to: ventdum@tin.it