STEFANIA DEL BENE
Intima voluttà
Guarda, oltre il filo spinato
c'è un paesaggio ondulato
dune, sabbia, cielo e mare
nessuna orma da seguire
C'è' solo un ascoltare conchiglie
e con la rena bagnata
un gocciolare di guglie
Su, respira a fondo l'essenza salmastra
fruga ed esplora, tutt'intorno perlustra
Il brillio delle onde, l'orizzonte indistinto
un arazzo di luci, disperse nel vento
Getta lo sguardo all'infinito
scrivi il tuo nome nell'Eden
con un dito
Assapora intima la voluttà
e ai febbrili occhi svela
ciò che forma non ha...
Una Ghirlanda di Gelsomino e Lavanda
Chi mai saprà
quanto mi è dolce il dissetare la pelle
con il nettare cristallino di miriadi di stille
da una pioggia argentea scaturite
come perle d'acqua finemente intessute?
Chi intuirà
quanto mi è cara la poesia delle stelle
che sfiora diafana, la curva del colle
ed inonda di luce le silenti praterie
rivelando nella notte, le fioche vie?
O quanto m'appaghi
la trasparenza dei ruscelli
e il sacro gorgoglio dei torrentelli
o il tiepido soffio, che mi scompiglia i capelli?
Chi mai si accorgerà di tutto questo? Chi?
Per quanto ci sia sentore di sereni auspici
tra i rami dei frondosi salici
e l'aria, d'aromi campestri sia permeata
così frizzante, da solleticarmi le narici
non un'anima, allevierà lo scorrere del tempo
che non muterà e non muta
Quando s'ergerà della paura
dinnanzi a me, la gigantesca ombra
al tranquillo dominio della natura
affiderò la stanche membra
Per quanto la morte
si accanisca sulle mie carni
e le mie ossa si ghiaccino
al gelo d'infiniti inverni
al suolo creatore occorre che io ritorni
Sotto terra
dove di ogni traccia, si perdono i contorni
e più non contano gli anni, i mesi o i giorni
Nonostante gli occhi miei, siano ormai ciechi
danzeranno in me i ricordi, come mille fuochi
e Voi: ruscelli e colli, praterie e stelle,
piogge e stagioni, mi seguirete, là nell'immensità
dove risorgono le passioni
Quel giorno qualcuno, forse
deporrà sul mio capo una ghirlanda
un bouquet fiorito di gelsomino e lavanda
come supremo intreccio di parole miste a desideri
estremo ed amoroso sigillo di ciò che è stato ieri!
Bimba-Colomba (Genesi di una Perla)
Vibra, voce di granello di sabbia
evadi dalla prigione dell'ostrica-gabbia
squarcia gli abissi con le tue urla
annuncia al Cosmo la genesi di una perla
Ora intreccia le dita e fa gesti di farfalla
poi chiudi gli occhi, sii Irraggiungibile
svanisci sulla più lontana stella
Tu granello, tu perla, tu sirena o soffice piuma
interroga la tua tristezza di Bimba-colomba
Scaccia la bestia vorace che ti ha sfregiato l'anima
e che sopravvive perché tu soccomba
All'esilissimo filo del sogno appesa
lambendo appena l'immateriale stasi
immergi lo sguardo contesa
tra spazi siderali e miraggi di oasi
Potrai contemplare l'estasi dell'Oltre-cielo
abbandonando il tuo involucro
intrappolato nella morsa dell'intimo gelo
Ritroverà la tua voce, quel linguaggio perduto
da troppo tempo il tuo cuore è muto
Non potrai vivere, in eterno, prigioniera di te stessa
schiava e custode di un segreto taciuto
e della tua immagine riflessa…
Send E-Mail to: valchiria.db@tiscalinet.it
This page created using the webpage creation facilities of Webspawner.
Copyright © 2000 . All Rights Reserved