Se questa ricchezza fosse spesa in modo naturale, prodigata, dilapidata, sprecata per così dire in abbondanza, non sarebbero mai esistiti problemi economici. Questi si pongono solo nel momento in cui la ricchezza è immagazzinata, ammucchiata o risparmiata, prendendo la forma di una riserva — di un’accumulazione di ricchezza, per la quale si fanno delle economie. Questa è unicamente una questione di consumo o non consumo (risparmio). È la questione economica che preoccupa in primo luogo le persone.
Marx sposta il centro dell’interesse economico attorno all’introito e alle risorse produttive, affermando che l’accumulazione dei risparmi è, fin dall’antichità, la fonte di tutte le sventure umane; e che l’equivalenza fra produzione e consumo sarebbe la formula della felicità. In questo caso, basta con l’accumulazione di ricchezze.
Si crea così un’economia perfettamente equilibrata, e una nuova scienza economica che non indica più le ricchezze, ma solo l’armonia delle diverse parti di un tutto, di un’unità o di una qualità. L’economia umana e sociale si è identificata con l’economia biologica, l’ecologia. L’economia biologica, o socialista, dell’equilibrio armonioso si sostituisce così all’economia politica che ignora le fonti della ricchezza.
Per comprendere questi sviluppi, occorre cogliere cos’è oggettivamente la politica, fin dalle origini. Ciò che, nella città ellenica, si chiama politica è l’azione di una comunità fondata sull’ignoranza completa delle considerazioni economiche. È la comunità prodiga: l’azione antieconomica di un’unità sociale, ovvero la variabilità del comportamento di un’unità. La politica è in tal modo il mezzo generale d’introduzione del nuovo e dell’inatteso nel comportamento del gruppo nella sua interezza. È lo sviluppo storico.
Il Capitale, critica dell’economia politica non critica in realtà l’economia, ma il fatto che la si trasformi in politica. Marx propone come rimedio contro le conseguenze della politica (l’incertezza, l’instabilità, l’insicurezza sociale e produttiva) una politica socialista, o una politica veramente economica, più precisamente un sistema economico che eliminerebbe necessariamente alla fine ogni possibilità e ogni utilità di fare della politica.
Vedendo che lo Stato è impiegato come strumento per fare della politica, il movimento socialista pensò di arrivare a dissolvere lo Stato eliminando la classe che domina la politica.
(da "La comunità prodiga - Critica della politica economica ed altri scritti'' di Asger Jorn, Editrice Zona)
LA COMUNITA' PRODIGA (dalla nota di Mario Lippolis) |
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